Lei porta il nome della dea vikinga
moglie di Wotan, madre della terra,
d’ogni nodo d’amore che si stringa,
e degli eroi feriti e uccisi in guerra.
Splendida e fiera come i fiordi e i fari
delle isole del nord dov’è nata,
che resistono ai venti, alla spietata
morsa del ghiaccio e all’urto dei suoi mari.
Sangue celtico e Norse, un generoso
ceppo che ci accomuna insieme ai segni
di un popolo violento e vittorioso
che seminò nel mondo imperi e regni.
*
Io stavo combattendo al limitare
che segna il varco fra il mio mondo e il nulla.
Stanco e spento, la vidi avvicinare:
armata, in sella, un viso di fanciulla.
Ma il sangue chiamò il sangue; allora lei,
mite Valkiria, mi scampò alla guerra,
e mi portò nella Walhalla in terra
dove riaccese tutti i sensi miei.
L’ho respirata insieme al suo sentore
Che sa di vento, neve, ghiaccio e mare;
l’ho assaporata insieme al suo calore
quando mi dette il corpo suo da amare.
Sì, perché volle offrirmi il primo fiore
della sua carne giovane e inviolata,
ch’ io colsi con l’orgoglio ed il timore
di chi ottiene una grazia immeritata.
Mi ha guarito quel lungo paradiso,
quel lungo simmer dim fuori stagione,
le sue cure, il suo amore, il suo sorriso,
come un’arcana e magica pozione.
*
Quando partì non celebrammo il lutto
della fine di un sogno e una speranza:
riuscimmo invece a conservare il frutto
di un legame che sfida la distanza.
Non l’ho mai persa; siamo sempre accanto,
l’amore è ancor più vivo da lontano,
e ogni giorno mi manda il suo richiamo
nella sua lingua come un dolce canto. .
Lei è la stella che orienta la mia vita,
Stella del Nord perenne e mai attutita.
Nessun amore sarà mai più forte.
Oltre il tempo e la vita. Oltre la morte.
NOTE PER "FRIJA"
Frija, Freya, chiamata anche Frigg nella
mitologia scandinava.
È la moglie di Wotan (che poi verrà chiamato anche Odino).
Era la protettrice dell’amore, dell’unione sessuale e della fertilità.
Nelle leggende islandesi si narra come cercasse senza riuscirvi di salvare la
vita del figlio che aveva reso invulnerabile a tutto tranne che al vischio.
Alcuni miti la descrivono come una madre amorosa e piangente, mentre altri
sottolineano la sua libera sensualità.
Frija era nota come Frea anche ad altri popoli germanici.
Il suo nome sopravvive in inglese nel termine Friday (Frigg’s-day).
Wotan, detto anche Wodan o Woden, e
successivamente Odin (Odino), è una delle principali divinità della mitologia
scandinava.
Data la ricchezza delle fonti archeologiche e letterarie, è tuttavia difficile
definire esattamente la sua natura e il suo ruolo.
Lo storico romano Tacito dice che i Teutoni adoravano Mercurio, e poiché dies
Mercurii (il giorno di Mercurio- Mercoledi) corrisponde al Wednesday (Woden’s
day), si può dar per scontato che si riferisse al dio Woden (antica forma di
Odino).
Fonti letterarie posteriori indicano che sino alla fine del periodo
pre-cristiano Odino era la principale divinità scandinava.
Odino è sempre stato considerato un dio vikingo, un dio guerriero, e nella
letteratura epica viene rappresentato come il protettore degli eroi.
I guerrieri caduti e scelti dalle Valkirie lo raggiungono nel paradiso della
Valhalla.
Il suo cavallo incantato, Sleipnir, aveva otto zampe , denti inscritti da rune,
e poteva galoppare nell’aria e sopra il mare.
Odino aveva i massimi poteri magici fra tutti gli dei e conosceva le rune.
Era inoltre il dio dei poeti.
D’aspetto era un uomo alto e vecchio, con una lunga barba ed un solo occhio
(l’altro lo aveva dato in cambio della saggezza).
Norse è il termine che in inglese significa
"scandinavo", cioè norvegese, svedese, danese , islandese,
genericamente nord-germanico e vikingo.
A day atween weathers - Le isole Shetland sono
un gruppo di circa 100 isole (meno di 20 sono abitate) che si trovano a 130
miglia o 210 chilometri dalle coste della Scozia.
Per sei secoli (fino al 1460) le isole fecero parte dell’impero che riuniva
Svezia, Danimarca e Norvegia.
Oggi la Shetland Islands Area appartiene alla Gran Bretagna, ma le isole sono
molto più vicine alla Scandinavia che ad Edimburgo e più vicine al Circolo
Polare Artico che a Manchester.
Le influenze scandinave e vikinghe nella lingua, nei costumi e nelle tradizioni
sono tuttora evidenti.
(Ogni anno a Lerwick, capitale delle isole, nell’ultimo martedi di gennaio,
che segna la fine delle festività invernali pagane ed il ritorno del sole, si
svolge il festival "Up-Helly-Aa" che culmina nell’incendio di una
nave vikinga al canto corale della "The Norseman’s Home", secondo
l’antico rito funebre con cui i re e gli eroi morti venivano fatti salpare per
la Valhalla.)
L’aspetto delle coste frastagliate ed imponenti, con le loro cave, i profondi
fiordi ed i grandiosi loch (chiamati localmente "voes"), è il
risultato della costante lotta fra la roccia e le forze del mare e del ghiaccio
che per millenni hanno cercato di frantumarla.
Il clima è inoltre uno dei più violenti delle isole britanniche.
In inverno le tempeste sono abituali, e gli Shetlander sanno affrontare anche
gli occasionali uragani.
Un giorno di calma e di bel tempo viene chiamato "a day atween weathers".
Situate allo spartiacque fra il Nord Atlantico e il Mare del Nord, le isole sono
irte di fari.
Il più famoso è quello di Muckle Flugga, eretto sopra uno scoglio un miglio al
largo dall’isola di Unst, che segna anche il lembo più piccolo e più
settentrionale del territorio britannico.
Simmer dim - Da giugno a settembre si possono
godere periodi di tempo buono e asciutto, ma le estati delle Shetland sono
caratterizzate soprattutto dal "simmer dim", il crepuscolo che a
queste latitudini sostituisce l’oscurità della notte.
Il cielo del nord diviene allora un interminabile tramonto dagli splendidi
colori di metalli bruniti.