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IL PIANOFORTE A CODA

 

Volevo darti un pianoforte a coda,
Grande, bello, ma forse un po' ingombrante,
Come un amore ormai non più di moda,
Perché troppo indiscreto ed invadente.

Tu hai detto che il mio dono è commovente,
M’hai confermato il tuo grande affetto,
Ma in casa non hai spazio sufficiente,
E il portone d’ingresso è troppo stretto.

Insomma, il piano non lo puoi accettare,
Lo lasci fuori, inutile e ammutito,
Senza toccarlo neanche con un dito;
Eppure solo tu lo puoi suonare.

Povero pianoforte, sogno infranto;
Chissà quante canzoni aveva in cuore.
Tutte per te: parlavano d’amore,
Ed ora invece parlano di pianto.

Luglio 2000

 

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Cesare D. - © 1996 - 2009 - Tutti i diritti riservati

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